il blog di luigi sarto

Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prim'ancora che i corpi si vedano. Generalmente, essi avvengono quando arriviamo a un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente.

Gli incontri ci aspettano, ma la maggior parte delle volte evitiamo che si verifichino. Se siamo disperati, invece, se non abbiamo più nulla da perdere oppure siamo entusiasti della vita, allora l'ignoto si manifesta e il nostro universo cambia rotta. (Paulo Coelho da "11 Minuti")

martedì 12 aprile 2016

cuore randagio

oggi c'è mare in burrasca.
meglio aspettare domani, dice paolo fox.
meglio non avventurarsi troppo, dice la mente memore di ferite recenti e passate.

il cuore, intanto, se ne fotte.
lui è lì. fatto su misura per farsi male.
per non essere imbrigliato.
per cercare ragioni per battere nel mettersi a repentaglio.
sapendo che potrebbe non tornare indietro, ogni volta.

eppure va.
eppure torna. acciaccato, malridotto. non ascoltato.
ma è (quasi) sempre tornato.
a volte mi è toccato a tarda sera e con la pioggia di milano uscire fuori a cercarlo, a chiedere ai passanti se avessero visto un cuore randagio aggirarsi nei paraggi. ma c'è troppo anonimato in giro. e la gente ha sempre fretta. e l'amore - di un cuore randagio - ha sempre paura. perché l'amore fa, disfa, sbraita. poi si fotte dalla paura anche lui davanti a un cuore troppo sincero, troppo innamorato.

ma oggi no, dai.
oggi non è giornata.
domani, magari. o dopo ancora.
calmati. respira. ciò che dovrà succedere è già successo.
e allora tu, tu non affidarti alle parole.
affidati all'ispirazione di un momento.
esprimi ciò che porti dentro. ma non dirlo a nessuno, mai.

perché ti hanno detto di correre (troppo). e volevi solo sapere.
perché mi hanno detto che è troppo presto per vedersi. e io volevo solamente dare...

il fatto è che io piano non ci sono andare.
non l'ho mai saputo fare, non l'ho mai imparato.
o corro tanto da rimanere senza fiato. o mi siedo a terra, a braccia conserte, con il broncio di un bambino. e mi chiudo. e quando poi ad un certo punto il culo mi si raffredda vado via, senza dire niente, senza dire nulla. vado via. e non ritorno più sui miei passi.

sono fatto male, lo so.
ma non credo si possa aggiustare questo mio difetto di fabbrica.

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