il blog di luigi sarto

Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prim'ancora che i corpi si vedano. Generalmente, essi avvengono quando arriviamo a un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente.

Gli incontri ci aspettano, ma la maggior parte delle volte evitiamo che si verifichino. Se siamo disperati, invece, se non abbiamo più nulla da perdere oppure siamo entusiasti della vita, allora l'ignoto si manifesta e il nostro universo cambia rotta. (Paulo Coelho da "11 Minuti")

mercoledì 2 settembre 2015

lunga è la notte.
ma solo la notte sa regalare angoli nascosti di riflessioni che nella fretta del giorno non cogli a sufficienza.
lunga è la notte.
dove sa far male da soffocare una mancanza, una solitudine, una delusione, un'attesa che non finisce. ma sa curare la notte, nel senso di prendersi cura. di accogliere. di riportare tutto allo Zero. e poi provare a ripartire da qualche parte.
semplicemente restando fermi, lì esattamente dove si è. forse è il punto migliore in cui stare.
in cui provare ad avere una nuova prospettiva.

lunga è la notte, eppure dovrà passare.
questa notte, quando mi ritrovo a parlare con S.

- allora com'è andata domenica alla stazione con la ragazza del post dei cliché nello stomaco
- bene, direi
- bene
- si, bene
- mah?
- niente
- niente?
- il fatto è questa specie di paura fottuta che rimane di fondo
- paura di che?
- è una con la quale sono già stato, in passato. o almeno ho provato a stare. per 10 giorni. ma era una cagacazzo da competizione. e così la cosa è finita. poi ho incontrato la donna con cui sono stato per 8 anni... ma quando è finita, 8 mesi fa, ho pubblicato su facebook un post in cui dicevo che era finita
- e così lei ti ha contattato
- si anche lei da un anno circa è tornata single
- e vi siete rivisti
- già, dopo esserci annusati tramite mail messaggi segnali di fumo e quant'altro a distanza abbiamo deciso di fare il passo...
- e così domenica vi siete visti
- sì. fuochi d'artificio. era come rivedere un vecchio amico dopo tanto tempo. e quel vecchi amico eravamo noi stessi. cioé ho rivisto il me di 8 anni fa con gli occhi d'adesso. è stato un insieme di emozioni e sensazioni belle, un cercare di dare un nome alle cose, un come stai bene e tu bene si anche io bene e poi non capirci più niente fino a...

e si accede una sigaretta.
mi accendo anche io una sigaretta e riprendo il discorso

- fino a...
- te l'ho detto fino alla paura.
- paura di che?
- paura che i pezzi non si incastrino. paura delle differenze, troppe.
- e perché mai vuoi che tutti i pezzi si incastrino? mica dovete diventare migliori amici...
- boh...

e mentre dice boh tira forte, come se in qualche modo la sigaretta custodisse la soluzione al mistero.

già, il mistero. forse è questo il segreto dei rapporti tra uomo e donna. o tra uomo e uomo. o donna e donna quando stanno insieme. un mistero insondabile che tiene insieme i pezzi che non si incastrano. e se il mistero si svela la magia finisce.

però a me manca la paura di cui tu parli. cioé, quando ce l'avevo anche io per Annalisa allora anche per me era un ostacolo. però il mettersi in gioco, il rimettersi in gioco cazzo, è tutto uno col sentirsi vulnerabili: la bellezza dell'essere innamorati e della paura che fa il sapersi diversi e che per quanto uno si sforza certi pezzi è difficile da incastrarli. ma proprio questo ci rende vivi... e ci fa capire che nonostante tutto ne vale la pena...

chissà se stanno ancora insieme. e quante volte ancora lui andrà a prenderla in stazione, con il cuore in gola, la sigaretta in bocca, la fretta tra le mani, la paura dappertutto eppure senza nome. 
chissà se questa paura è in qualche modo legata all'intensità dei sentimenti provati, di quanto ci importi di quella persona, della paura che abbiamo di perderla, o di perdere noi stessi. ma che poi se non ti perdi un po', nel senso di lasciar andare un pezzo del tuo io allora non c'è spazio davvero per l'altro. insomma come una libreria in cui i libri tuoi e i libri di chi arriva nella tua vita non ci stanno e allora devi fare spazio dentro e mettere i libri che non intendi più leggere o rileggere in un qualche scatolone. e la paura è di non ritrovare lo scatolone, o che forse ti serve quel libro poi e non ce l'hai sottomano quando vorresti... e magari puoi chiedere all'altra persona.

insomma la paura.

e il coraggio che ti viene fuori quando hai paura.

Nessun commento:

Posta un commento