il blog di luigi sarto

Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prim'ancora che i corpi si vedano. Generalmente, essi avvengono quando arriviamo a un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente.

Gli incontri ci aspettano, ma la maggior parte delle volte evitiamo che si verifichino. Se siamo disperati, invece, se non abbiamo più nulla da perdere oppure siamo entusiasti della vita, allora l'ignoto si manifesta e il nostro universo cambia rotta. (Paulo Coelho da "11 Minuti")

lunedì 30 marzo 2015

se ora vai via



Il piccolo principe ritorno' l'indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero' ad essere felice. Col passare dell'ora aumentera' la mia felicita'. Quando saranno le quattro, incomincero' ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro' il prezzo della felicita'! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro' mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti".
"Che cos'e' un rito?" disse il piccolo principe.
"Anche questa e' una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'e' un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e' un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Cosi' il piccolo principe addomestico' la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "... piangero'".
"La colpa e' tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."
"E' vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"E' certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"




perderti ancora prima di incontrarti.
imparare così a ignorare i segnali che ci riconducono a noi.
pago il prezzo di chi c'è stato prima di me.
o di chi non c'è stato, e tu hai implorato di rimanere.

ora dici che non vuoi portare scompiglio nella tua vita.
ma l'altra sera ti ho sentito ridere al telefono. nell'andare e venire di paura e desiderio.
del tuo cuore che batte, volente o no.

come se non avessi anche io le mie paure.
di essere troppo poco o troppo. con la mia sincerità che ti scaglio addosso.
e tu dici basta, mentre domandi e domandi ancora.

eppure sono qua.
pronto ancora a incazzarmi mille volte perché non fai la spesa, perché ti dimentichi di mangiare.
e altre cose verranno, a unirci a dividerci.
due continenti così poco esplorati, io e te.
così diversi. così simili.
impossibile innamorarsi. eppure io non riesco a non pensarti.

Nessun commento:

Posta un commento