il blog di luigi sarto

Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prim'ancora che i corpi si vedano. Generalmente, essi avvengono quando arriviamo a un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente.

Gli incontri ci aspettano, ma la maggior parte delle volte evitiamo che si verifichino. Se siamo disperati, invece, se non abbiamo più nulla da perdere oppure siamo entusiasti della vita, allora l'ignoto si manifesta e il nostro universo cambia rotta. (Paulo Coelho da "11 Minuti")

martedì 27 gennaio 2015

mi perderò ancora. per poi non perdermi mai più

Pulito come un solitario mi scrollerò di dosso l’obbedienza mi brucerò da dosso la rinuncia, la brucerò come un’efilide nell’acido della mia insonnia. Sarò solo nervo e niente grasso lucido come una notte insonne scintillante come una moneta nella benzina scaltro come un affamato suderò di eccitazione. veloce come un voltafaccia disobbediente come un evaso leggero come un salasso tagliente come un addio nervoso come una rapina avrò la febbre addosso colerò impaziente come grasso nel cielo della benzina mi metterò nelle mie mani giocherò di prima forte come un epilettico, arrabbiato come una faina taglierò i sogni con la lametta e li lascierò sotto il cuscino mi scrollerò il sonno sfrontato come un affittuario dormirò vestito starò addosso alla vita come un bastardo come un segugio, come un mastino non guarderò mai l’orologio prenderò d’anticipo il mattino

domenica 18 gennaio 2015

ho amato tanto.
spesso in modo disordinato.
amando l'altra prima di amare me. prima di mettermi a posto. prima di preoccuparmi di come stessi, veramente.
per finire poi sempre e comunque a fare i conti con ciò che avevo tralasciato. con ciò che avevo trattato senza cura, senza il dovuto accorgimento. per finire poi per perdermi e ahimé perdere l'altra.

ma ho amato, lo giuro.
tanto e forte. tutto insieme, tutto d'un tratto. senza misure di mezzo. senza trattenere.
fino a spaventare chi poi è scappato. lasciandomi addosso una paura fottuta di amare.
ma poi vuoi o non vuoi ci si finisce di nuovo. per fortuna, direi. e grazieadio.

ho amato sulla promessa di felicità.
prima di fare i conti con la realtà.
ho amato sempre e comunque la donna sbagliata. a detta degli altri.
beati loro. che non si sbagliano mai. che riescono a scegliere la donna di cui innamorarsi e scegliere da chi saranno amati.

ogni volta è stato un rinascere.
una gioia divina scesa in terra a ripagare, a riportare.

ogni volta poi dopo l'addio è stato un dolore nuovo.
un dolore profondo e sordo.
un dolore senza mezze misure.

ogni volta è stato un dolore che ha scavato dentro.
lasciandomi però ogni volta un po' più vicino a me stesso.
sempre alla fermata successiva rispetto a dove mi aveva lasciato l'amore precedente, quando era andato via.
ogni volta più sincero a me stesso.
facendo i conti con i miei limiti e i difetti. con ciò che non sono e forse non sarò mai.
ma accettando tutto ciò, con un sorriso nuovo. e qualche ruga leggera in più.

ogni volta poi è stato un lento rialzarsi.
un faticoso ricostruirsi.
e nella sorpresa, riconoscersi. e ritrovarsi.

che l'amore fa e farà sempre e comunque male.
che ne vale e sempre ne varrà la pena.
che sono qua, pronto per cadere ancora.

più bellissimo che mai...

la solitudine

Tutti sono nessuno.
Quindi, il primo problema per un ricercatore è comprendere esattamente la natura della solitudine. Essa vuol dire "nessun-ità": abbandonare la tua personalità, che ti viene dalla folla, è un suo dono. Man mano che ti allontani dalla folla, non puoi portare questa personalità nella tua solitudine. In quest'ultima dovrai scoprire qualcosa di nuovo, di genuino, ma nessuno può garantire che dentro di te troverai qualcuno.
Coloro che hanno raggiunto la solitudine hanno scoperto che non c'è nessuno. Voglio davvero dire nessuno: nessun nome, nessuna forma, ma una semplice presenza, una pura vita senza nome e senza forma. Questa è la resurrezione autentica e certamente richiede coraggio; solo persone molto coraggiose possono accettare con gioia la propria solitudine, il proprio essere un nulla. Il loro nulla è il loro essere allo stato puro, è allo stesso tempo una morte e una resurrezione.

Osho. Senza di te e con te

sabato 17 gennaio 2015

grazie Maria...



Il debutto letterario di Jordan pullulava di uomini che si erano opposti all'amore per paura di perdere se stessi, rispondendo con odio e indifferenza cinica a quel sentimento. Un critico aveva celebrato La notte come il "manifesto del nuovo mascolinismo".
Perdu non lo riteneva così pomposo. Era l'inventario disperato della vita sentimentale di un giovane che ama per la prima volta e che, nonostante l'autocontrollo, non capisce come accostarsi all'amore né, allo stesso tempo, come smettere di amare. Descriveva quanto lo disturbasse non poter decidere di chi innamorarsi e da chi essere amato, né poter stabilire quando l'amore comincia e finisce e tutto il terribile ignoto che sta nel mezzo.
L'amore: lo spaventoso tiranno degli uomini. Non sorprendeva che la risposta del sesso maschile fosse la fuga. Milioni di donne avevano letto il libro per capire come mai gli uomini fossero così crudeli con loro. Perché cambiavano la serratura, le lasciavano via sms, andavano a letto con la loro migliore amica. Tutto questo solo per fare una linguaccia al despota. "Non mi prendi, non mi prendi..."

da Una piccola libreria a Parigi. Nina George

giovedì 8 gennaio 2015

in memoria di Pino Daniele

che male che fa

Dimme Ancora

Pecché sta faccia scura
Comme a chi nun tene ammore
Pecché chisti pensiere
Che so’ comme a na galera

E po’ dimane vene
E ce porta chello cha uno spera
E quanno arriva a sera
Tu nun vuo’ parla cu mme

Dimme ancora na vota ancora
Ca simme nuje a speranza bona
Dimme ancora n’ata vota
Ca si ce stregnemmu ce n’ascimmu
A stu scuro dint’o cora
A stu rulore che è sulo ammore
Ammore che nun ha maje visto o sole
E’ sulu bene ca nun se trova

E mo’ ca o’ munno è fernuto
E mo’ ca è già tutto scurdato
E stamattina te ne si ghiuto
Pecché nun m’è salutato?

Dimme ancora na vota ancora
Ca simme nuje a speranza bona
Dimme ancora n’ata vota
Ca si ce stregnemmu ce n’ascimmu
A stu scuro dint’o cora
A stu rulore che è sulo ammore
Ammore che nun ha maje visto o sole
E’ sulu bene ca nun se trova

Dimme ancora na vota ancora
Je sto’ ‘cca pe’ t’ascutà
Dimme ancora amico mio

Ca si m’affaccio staje pe’ turnà…