mi sono girato dall'altra parte, solo perché non era più il momento di guardarti negli occhi.
questo periodo della mia vita si chiama attesa. ma ho smesso di aspettare.
per le volte in cui ti svegli e dici è tutto passato, è tutto passato.
per quelle volte in cui ti senti in uno stato di grazia e allora il divario tra ciò che pensi e ciò che accade è minimo e il lasso temporale è breve, il tempo della realizzazione di ciò che pensi e desideri.

mi sono girato dall'altra parte affinché questa parte della mia vita si chiami successo.
tu dormivi ancora, probabilmente, quando è accaduto.
mi sono girato per far sì che le cose che sono lì in attesa, non sentendosi più osservate dal mio buon cuore, possano finalmente accadere.

sono desideri appesi e pensieri sospesi pensati mille volte.
porto via il passato. ho cambiato le lenzuola comprando quelle con nuvole disegnate sopra.
quelle di prima le ho tagliate e benedette e buttate nel fuoco che brucia i ricordi.

mi sono girato dall'altra parte perché è nella distanza che capisci il peso delle cose, l'importanza di chi ti vuole. non posso venirti a cercare. mi perderei. tu sei un casino, e ci incasineremmo.
ciò di cui tu hai bisogno è fare chiarezza.

ciò che io faccio di mestiere è portare luce.
ma a volte è troppa. ti ho visto strofinarti gli occhi per la troppa meraviglia.
che presto anche tu rinascerai ad altra vita.

mi sono girato dall'altra parte.
ma questo è solo un fatto mio personale, una vicenda privata.
di poco conto.

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