il blog di luigi sarto

Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prim'ancora che i corpi si vedano. Generalmente, essi avvengono quando arriviamo a un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente.

Gli incontri ci aspettano, ma la maggior parte delle volte evitiamo che si verifichino. Se siamo disperati, invece, se non abbiamo più nulla da perdere oppure siamo entusiasti della vita, allora l'ignoto si manifesta e il nostro universo cambia rotta. (Paulo Coelho da "11 Minuti")

lunedì 28 aprile 2014

i 3 giorni che hanno sconvolto la mia vita...

resti tra di noi.
ma devo ricorrere nuovamente a una cura di litio.. l'ultima volta è durata 60 giorni, però è servita. a tirarmi fuori dal cazzo di buco in cui mi ero infilato, o semplicemente vi ero caduto, tendendo agguati a me stesso solo per vedere quanto ero bravo. quanto ero in grado di sapermela cavare... sono stati mesi difficili, me li ricordo quelli tra settembre e novembre... poi a dicembre la bronchite mi ha inchiodato 25 giorni a casa... è stata una piccola morte. è stato come morire piano piano e rinascere ancora zoppicante, farneticante, febbricitante e con tanta voglia di luce, di vedere cosa c'era lì fuori.

lì ricordo adesso i giorni della malattia.
sono stati così difficili da sopportare che li avevo messi via.
giorni in cui andare dalla cucina, dal divano alla camera mi procurava fatica.
giorni in cui riuscire ad uscire e andare al supermercato, passare in farmacia, riuscire ad allungarmi dal dottore per allungare a sua volta il certificato di malattia era un'impresa... una cosa da non essere sicuro di riuscire a tornare a casa.

giorni che non passavano.
giorni in cui speravo di svegliarmi e di avere di nuovo fiato...

poi non so come il tempo ha accelerato.
fino a quando sei arrivata tu.
mi sei sembrata subito un approdo, nonostante le tue ombre di cui mi scrivevi. e che poi mi hai detto che non era così. va bene. lasciamo perdere.
comunque sia per me hai rappresentato porto e partenza. arrivo e un nuovo viaggio chiamato condividere e forse convivere in due. ma sei sparita così presto. senza nemmeno poter far si che io potessi vedere tutto il bello che sei.

non ho fatto domande.
ti ho lasciata andare.
non ti ho trattenuta, ci ho provato ma senza convinzione.
"se sei davvero convinto di una cosa allora lasciala andare. se è vera tornerà. altrimenti è solo attaccamento".

ad oggi non sei tornata.
e il male fa ancora male. ma non importa.
sono nell'Amore incondizionato e totale.
e ti posso amare anche da qui.

solo che mi chiedo come questo amore non riesca a riportarti qui da me.
come ciò che è successo possa dividerci.
nulla sarebbe stato facile. nulla sarebbe stato senza un prezzo da pagare.

però io mi chiedo che senso ha l'essersi incontrati per poi questo silenzio, questa distanza, questo dal nulla finire senza spiegazione. perché le mie preghiere restano inascoltate....
tutto questo mi ha tormentato per 3 giorni. quasi fino alla pazzia.

poi, non so come, sono ritornato all'amore incondizionato.
la dove il fiume scorre e i pensieri scivolano lungo la pelle e mi abbandonano.

laddove si disegna un nuovo abbandono al flusso di ciò che di buono verrà.

quanto vorrei solo sentirti dire che stai bene...

giovedì 24 aprile 2014

senza titolo

Averti qui e non poterti toccare
Sei andata via ieri notte verso le tre
Che grande che è questo tuo letto
Che caldo fa tremo e non ho freddo
Tu dormi già come un sasso hai detto
E fuori piove e io devo andare a lavoro
E sabato tesoro e tu sei di cattivo umore
Per colazione ti offrirò un po’ di me
Quanti abbracci lo vedi che non sono pronto
A lasciarti andare a lasciarti andare

Chissà perché sei così
Chi ti ha rubato il cuore
Forse sono stati gli slavi al mercato
A rubare la voglia che avevi di amare
Che forse conservavi tra il portafogli e le chiavi

Dimmi cosa nei hai fatto delle mie parole
Delle promesse che non mi ha fatto
Se hai ancora così tanta paura
Così tanta da restare lì in silenzio
Mentre io qui ti giuro sto bene
Ma stasera non riesco più ad aspettare
A restare senza vederti senza poterti ascoltare
Dov’è la tua voce e dove sono le tue mani

Chissà perché sei così
Chi ti ha rubato il cuore
Forse sono stati gli slavi al mercato
A rubare la voglia che avevi di amare
Che forse conservavi tra il portafogli e le chiavi

Stasera Annalisa manchi più del solito
Manchi come prima che arrivassi
Manchi come se la distanza fosse enorme
Ed io non riesco più a trattenere questa voglia
Che ho di te che mi hai lasciato addosso
E non ho altre soluzioni adesso
Che scriverti un’ennesima stupida canzone
Che forse tu non leggerai mai

Chissà perché sei così
Chi ti ha rubato il cuore
Forse sono stati gli slavi al mercato
A rubare la voglia che avevi di amare
Che forse conservavi tra il portafogli e le chiavi

e ti penso forte e mi resti dentro
e tardi ad uscire dal cuore e dalla mente
e ti penso forte e vorrei rivederti

martedì 22 aprile 2014

come harold e maude

Di suicidi inscenati con rara abilità
solo per vedere la reazione che si ha
e di corse con carri funebri e pazzie
fatte per amar la vita ancora

E girare a vuoto e provarci ancora
a fallire ogni tentativo di riuscire
con la curiosità di vedere poi
se resti ancora e come va a finire

Perché un incontro ti cambia la vita
perché un incontro ti riporta in vita

Come Harold e Maude
come un amore che cantare non so
come un amore che ancora non ho
eppure lo sento già
Come Harold e Maude
come un film a tarda sera alla tv
come una promessa fatta tempo fa
perché lei tornerà e sarai tu

E far l'amore con te e pensare
che la materia di cui siamo fatti
era qui 10 miliardi di anni fa
e oggi ci siamo io e te

A osservare tramonti dietro una discarica
e sfidare il destino e ogni legge fisica
di pensarsi forte e parlarsi a distanza
e sentire da lontano ogni tua presenza

Perché un incontro ti cambia la vita
perché il nostro incontro mi ha salvato la vita

Come Harold e Maude
come un amore che cantare non so
come un amore che ancora non ho
eppure lo sento già
Come Harold e Maude
come un film a tarda sera alla tv
come una promessa fatta tempo fa
perché lei tornerà e sarai tu

domenica 13 aprile 2014

a una donna...

"Metti in dubbio i luoghi comuni tra cui sei cresciuta. Si viene al mondo per evolvere. E si evolve solo se si riesce a distillare da se stessi una qualche dose di incoscienza. Non dare retta a chi ti tesse l’elogio delle vite pianeggianti. Le salite sono trampolini. E tu non sei una prigioniera, ma un’esploratrice. Se lascerai questa vita con la stessa conoscenza di te che avevi quando l’hai incominciata, ti sarà stata inutile. E ti sarò stato inutile anch’io. " 

 io da qualche parte ti sto aspettando.

giovedì 10 aprile 2014

Splendessero lanterne

Splendessero lanterne

Splendessero lanterne, il sacro volto,
Preso in un ottagono d’insolita luce,
Avvizzirebbe, e il giovane amoroso
Esiterebbe, prima di perdere la grazia.
I lineamenti, nel loro buio segreto,
Sono di carne, ma fate entrare il falso giorno
E dalle labbra le cadrà stinto pigmento,
La tela della mummia mostrerà un antico seno.

Mi fu detto: ragiona con il cuore;
Ma il cuore, come la testa, è un’inutile guida.
Mi fu detto: ragiona con il polso;
Ma, quando affretta, àltero il passo delle azioni
Finché il tetto ed i campi si livellano, uguali,
Così rapido fuggo, sfidando il tempo, calmo gentiluomo
Che dimena la barba al vento egiziano.

Ho udito molti anni di parole, e molti anni
Dovrebbero portare un mutamento.

La palla che lanciai giocando nel parco
Non è ancora scesa al suolo.

DYLAN THOMAS

domenica 6 aprile 2014

L'arte del perdono

E ora mi dirai che
gli ingegneri del design
non hanno mai trovato
un posto migliore
dove lasciar abitare
il tuo cuore

E ti dirai mentendo che
nessun uomo mai
ti capirà e intanto giochi già
a mettermi tra loro
a fare di me con grande abilità
ciò che non sono stato e mai sarò

Rit.
Io ho imparato l'arte del perdono
Di ritornare a me e non sentirmi solo
Di ripartire dal mio centro e andare lontano
Nelle nebbie altrui a rischiarare, ad ascoltare
Io ho imparato l'arte del perdono
e da ieri sera hai smesso anche di fare male

E ora forse mi dirai che
in fondo avevo ragione io
a dubitare di chi non dubita mai
a lasciarti andare per vederti ritornare
ma qui è quasi giorno ormai
dovrei scorgerti e non ci sei...

Rit.
Io ho imparato l'arte del perdono
Di ritornare a me e non sentirmi solo
Di ripartire dal mio centro e andare lontano
Nelle nebbie altrui a rischiarare, ad ascoltare
Io ho imparato l'arte del perdono
e da ieri sera hai smesso anche di fare male

Sono le parole che feriscono, le tue
Solo parole che guariscono, queste mie
Sono sospiri silenzi e attese
Ma ricorda che il perdono e il mio amore
non somiglieranno mai a delle arrese

martedì 1 aprile 2014

Urlavo di bruciato a doppia mandata emotiva - Natascha Lusenti

Desiderio di dissoluzione. demoni. delusione. dannazione.

Oblio. ovulazione. occlusione.

Lontananza. limitazione. lacuna. lerciume. liquido liquame.

Ossessione.

Ritorni. rinunce. ritorsioni. resistenze. rossori. ruggiti. raccoglimento. rumore. risate rubate. rottura.

Escrescenza. esclusione. empatia. ellissi emotiva. esclusione. energia. esclusione.

d.o.l.o.r.e.

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Infingimento.

Narcisismo.

Incapacità.

Zigzag.

Illusione.

Oscurità.

I.N.I.Z.I.O. (abortito)

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tenebre. tenerezza. tensione. trauma. travolgimento. turbe. tomba. trasporto. tradimento. tu.

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Dominio.

Oppressione.

Liberazione.

Ostensione.

Rinascita.

Espressione.

(il lento sciogliersi del) D.O.L.O.R.E.

di-aspora. di-a-spe-rità. spet-trale. tra-le-ri-ghe. rin-ghi-ere.

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n. b. m. t. v. b.

Negazione

Bruciore

Maleodorante

Tremore

Vitale

Buio

(Non Bene Ma Ti Voglio Bene)

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mi

chiedo

a

volte

come

la

monotonia

dell’

infelicità

non

mi

abbia

ancora

uccisa

mi

chiedo

che

forma

abbia

la

felicità

sarà

troppo

rotonda

per

i

miei

spigoli

troppo

corta

per

i

miei

piedi

allungo

la

voce

mi torna indietro

ritraggo

le

braccia

mi pungo il petto

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Recidere.

Dici.

Cammini sul mio silenzio ma non mi fai paura.

Mi tagli le parole e me le getti addosso.

Ma non mi fai male.

Dimenticarti. Questo mi fa orrore.

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La tua angoscia risuona familiare nella gabbia delle mie costole.

Ti ascolto muoverti. Ti guardo che abbassi gli occhi e vorrei riaprirli su di me di stupore e di attesa.

Invece la tua pelle riempie già troppo l’aria.

Scansi parole che non vuoi addosso e me le trovo appiccicate alla bocca.

Mentre decido se ingoiarle o svitarle e annodarle all’incontrario, sei già via.

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sono per il corpo

cieco

che segue l’odore della vita e si fa male

chi preserva il suo sangue con troppo ardore finisce per vederselo seccare sotto la pelle

e avrà voglia di leccarlo per desiderare anche quello di un altro

non ne sarà più capace

non gli resterà che il gusto delle lacrime

che debba io avere una fine ma non questa.

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Affondare. Risalire.

Affondare.

Mordere la sabbia con denti àncore.

Nuotare con scapole branchie.

Gli occhi gallerie vuote per cavallucci marini.

Le pupille galleggiano intorno.

Si gonfiano come fiori carnivori.

Sfilarsi i piedi protesi.

Vanno a fondo.

Risalire.

Niente più fiato da respirare.

I polmoni tra i canini di un pesce.

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Mi hai messo un dito sull’ombelico.

È da qui che eri attaccata alla tua mamma.

Non sapevo che volessi disfarmi cominciando così.

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Capelli coda

Capelli muschio

Dicevi di me

Capelli belli

Bellicosa

Sei una guerriera

Dicevi di me

Giocavo con le tue parole

Ci saltavo dentro come in cerchi di fuoco

Dimenticando se ero la fiera

O l’uomo che ammaestra



Naso gatto

E quando era asciutto non ci facevi caso

Allora i cerchi si stringevano sulla pelle

Urlavo di bruciato

Ma le parole nella testa rotolando

Dal passato al presente

Portavano altro fuoco



Collo daino

E la pelle

Dicevi

Come chi mira da lontano

Uno sparo preciso

E le dita

E le gambe

E i piedi

E le lentiggini

Crusca soffiata da un cavallo che guardavo da piccola

E i seni

E il culo

E gli occhi

Di nuovo le parole nel presente

Come palloni leggeri da far rimbalzare nell’aria

Come una corda con cui giocare

Ma inciampavo subito e ancora sul tuo silenzio

E la pancia sogliola.



Mi rimanevi conficcato lì.

Nella pancia.

Più giù sarebbe troppo dentro.

Più su c’è il cuore che ha paura di muoversi.

Perché il suo battere

In tutto quel vuoto

Rimbomba da far saltare i nervi.

Bum. Bum.



Natascha Lusenti