il blog di luigi sarto

Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prim'ancora che i corpi si vedano. Generalmente, essi avvengono quando arriviamo a un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente.

Gli incontri ci aspettano, ma la maggior parte delle volte evitiamo che si verifichino. Se siamo disperati, invece, se non abbiamo più nulla da perdere oppure siamo entusiasti della vita, allora l'ignoto si manifesta e il nostro universo cambia rotta. (Paulo Coelho da "11 Minuti")

mercoledì 12 febbraio 2014

tu mi dici tutto questo non basta.
questo sforzo per essere altro da me. per incontrarti sempre oltre la tua metà della strada, molto al di là. del quasi venirti a prendere nelle tue ombre con il rischio di perdermi dentro quelle ombre io stesso. questo restare a giocare a carte con i tuoi fantasmi, senza la pretesa di volerli sfidare. mordendomi in punta la lingua che vorrebbe maledirli...e a ogni maledizione lanciata nel sogno dire due benedizioni, due padrenostro veloci mentre mi faccio la barba, due padrenostro detti a boccachiusa.

come penelope che di notte scuce ti ho vista con la coda dell'occhio di notte mentre riposavo rimettere col secchio l'acqua che buttavo a mare nella barca. rimare al contrario per tornare da dove eravamo venuti.

mi hai detto tutto questo non basta, non basta il mondo nuovo che hai costruito con legno e colla e chiodi e mattoni e parole su parole fino a fare nuove tesi sugli incontri.

e non ti accorgi che ho fatto tutto da me, a mani nude. senza chiedere né pretendere. solo bestemmie a mezza voce per attese che finivano dove iniziavano solo altre attese più lunghe, e il cuore più stanco non ce la faceva ad aspettare. bestemmie come preghiere, come a dire a dio se non rispondi con le buone provo così a chiamarti. e poi chiedere scusa ma con la fierezza di chi ha peccato per disperazione. non per dire non ce la faccio più ma per dire ascoltami perché ti conviene che io creda ancora in te.

mi hai detto in faccia che tutto non ti è bastato l'inferno il paradiso. il purgatorio non l'ho mai abitato non mi sa di molto. è una situazione comoda. le cose comode in quel senso non fanno per me.
ma come è possibile che tu non abbia capito da dove sono arrivato, o il fatto che comunque sia ci sono sempre stato. che mi sono strappato le ali a morse per arrestare un volo che sembrava precipitare, e poi le ho viste ricrescere in sogno. che mi sono cucito le ferite delle mani con il filo tra i denti. che non ho chiesto aiuto non per mancanza di umiltà ma per quell'ostinazione del vedere cambiare le cose.

e volevo dirti che tutto questo, tutto ciò che vedi o non vedi non è che una parte.
è il preparare il terreno per tutto ciò che verrà. o salutato nonni e passato.
o scavato e piantato. o pianto e mi sono asciugato le lacrime in questo vento gelido delle sei e un quarto delle fredde mattine di mezzo febbraio. che niente sarà come prima. e non immagino nemmeno io come sarà.

in questa resa incondizionata dove immagino di essere già laddove sono...

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